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Caught Stealing (2025) - Recensione del film
Caught Stealing, 2025.
Diretto da Darren Aronofsky.
Con Austin Butler, Zoë Kravitz, Regina King, Matt Smith, Liev Schreiber, Vincent D’Onofrio, Griffin Dunne, Bad Bunny, Carol Kane, Will Brill, George Abud, D’Pharaoh Woon-A-Tai, Action Bronson, Yuri Kolokolnikov, Gregg Bello, Nikita Kukushkin e Tonic.
SINOSSI:
Hank Thompson, ex giocatore di baseball in crisi, si ritrova inaspettatamente invischiato in una pericolosa lotta per la sopravvivenza nell’ambiente criminale della New York degli anni ’90, costretto a destreggiarsi in un mondo sotterraneo traditore che non avrebbe mai immaginato.
Sarebbe lecito dire che Caught Stealing rappresenta qualcosa di diverso per il regista Darren Aronofsky, ma non è del tutto vero. Sì, è una scorribanda crime ambientata a fine anni Novanta, caoticamente vivace e divertente, su Hank Thompson, una figura fittizia un tempo prospetto del draft MLB ormai screditata (interpretata da Austin Butler, che irradia carisma e vivacizza la pellicola anche quando è circondato dai tropi del genere), che si ritrova coinvolta in un pasticcio fatto di droga, denaro e gangster.
È anche un film spietatamente cattivo (scritto da Charlie Huston, che adatta il suo stesso romanzo) che si rifiuta di assolversi dal personaggio, non solo ricordando a Hank a ogni occasione quanto sia un fallito, ma punendo attivamente altri personaggi del suo giro per i suoi errori. Il fatto che parte di questo coinvolga l’abuso di alcol è più che sufficiente per suggerire cosa abbia attratto il regista di Requiem for a Dream (che aveva trattato diversi vizi con dettagli strazianti e tragici) verso il progetto.
Darren Aronofsky è attratto dai personaggi con dipendenze come un corridore veloce che ruba basi. Questo significa che anche quando Caught Stealing suona fin troppo familiare o sfrutta fino all’ultima goccia il suo ammettiamo smaccato ma piacevolmente gradito paragone col baseball per la vita disastrosa di Hank e la sua successiva lieve redenzione (parola chiave lieve, perché nemmeno proteggere un adorabile gatto per 107 minuti è necessariamente sufficiente per trascurare il danno che alcune sue azioni causano agli altri), il film è affascinante in modi che gli action mainstream moderni non sono più.
Nessun personaggio è al sicuro, sia che sia insignificante o un protagonista di primo piano. Il film non si vergogna nemmeno a essere sensuale in un’epoca in cui quasi tutte le uscite mainstream su larga scala sono prive di sesso, a volte anche se il film ruota attorno a una forma di romanticismo o intimità. Anzi, Darren Aronofsky fa un passo oltre, conferendo allo spogliare e alle posizioni sessuali un’eleganza stilistica, sfruttando il fatto di avere davanti a sé vere star del cinema (lavorando con il suo direttore della fotografia abituale Matthew Libatique). Poi entra in gioco una trama costruita ma divertente, che vede Hank entrare in possesso di una chiave (per poi perderla in una sbornia) che conduce a una consistente somma di denaro in un luogo sconosciuto che pericolosi criminali di varie nazionalità stanno cercando. In questo senso, Caught Stealing sembra anche un film degli anni ’90, qualcosa che Guy Ritchie avrebbe potuto fare decenni fa prima di perdere il suo tocco.
Il film non è solo zeppo di linguaggio scorretto e battute sardonica, ma pullula anche di personaggi eccentrici, come Russ in stile punk rock britannico (un Matt Smith fuori controllo e irriconoscibile), che lascia New York per andare a trovare il padre morente nel Regno Unito. La sua unica richiesta è che Hank dia un’occhiata al suo gatto. Sembra semplice, salvo che ci sono già diversi gruppi di mafiosi (interpretati da tutti, da Bad Bunny a Liev Schreiber e altri) che frugano in giro, e questo getta rapidamente Hank nella mischia facendolo picchiare brutalmente.
In seguito a ciò a Hank viene asportato un rene, il che significa che deve smettere di bere. È un impegno che prende con la sua fidanzata Yvonne (Zoë Kravitz), ed è anche una delle sue condizioni se la relazione deve farsi più seria. Dato che un tragico incidente ha rovinato la sua vita e quella di un’altra persona e gli ha sottratto il sogno di giocare per i San Francisco Giants (o per qualsiasi squadra della MLB), l’alcol è un vizio a cui spesso ricade. Nella tradizione di Darren Aronofsky c’è una spirale di eccessi, e da quel momento in poi la vita diventa un incubo per Hank, come per dimostrare qualcosa e costringerlo a smettere di fuggire dal passato una volta per tutte e a farsi avanti per costruirsi un nuovo futuro.
Da lì, Caught Stealing spinge Hank in mille direzioni e al fianco di personaggi da entrambe le parti della legge, lasciandolo incerto su quanto debba coinvolgere la detective Roman (Regina King). Non c’è nulla che riveli necessariamente Aronofsky come un maestro nascosto nell’arte di dirigere l’action, ma il carisma delle star, l’energia, i battibecchi dei personaggi, un gatto e continue verifiche su come giocano i San Francisco Giants sono più che sufficienti a mantenere il tono del film ragionevolmente divertente. L’ondata di sequenze d’azione sfrutta anche location appropriate, come le periferie dello Shea Stadium dei New York Mets e la stazione ferroviaria circostante.
A parte i temi, Caught Stealing non evoca pienamente un film di Darren Aronofsky, ma resta una deviazione interessante nel suo repertorio; è una svolta verso qualcosa di più leggero che dimostra, nel processo, come il regista non riesca a fare a meno di lasciar emergere i suoi impulsi più oscuri. A volte è difficile capire se stia combattendo contro se stesso o contro il materiale di partenza per ritrovare leggerezza nella storia, ed è in parte ciò che rende il film indiscutibilmente avvincente nonostante i suoi difetti. Ha creato il mix definitivo della depressione con Requiem for a Dream/Black Swan/The Wrestler/Mother!/The Whale, quindi sarebbe preoccupante se non volesse tentare qualcosa di più solare e popolare, anche se continua a non risparmiare i colpi.
Valutazione Flickering Myth – Film: ★ ★ ★ / Movie: ★ ★ ★
Robert Kojder
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