Recensione del film – All You Need Is Kill (2026)
Tutto ciò di cui hai bisogno è uccidere, 2026.
Diretto da Ken’ichirô Akimoto e Yukinori Nakamura.
Con le voci di Ai Mikami, Natsuki Hanae, Kana Hanazawa, Hiccorohee e Mo Chugakusei.
SINOSSI:
In un loop temporale durante un’invasione aliena, una giovane donna ingegnosa ma isolata deve affrontare la ripetizione della morte finché non incrocia il cammino di un giovane timido intrappolato nello stesso ciclo. Insieme, combattono per liberarsi dal loop.
Se alcuni dettagli della trama menzionati in questa recensione e persino il titolo del film suonano familiari, è perché All You Need Is Kill di Ken’ichirô Akimoto e Yukinori Nakamura (basato sul manga di Hiroshi Sakurazaka qui adattato da una sceneggiatura di Yûichirô Kido) è già stato trasposto in versione live-action nel film con protagonisti Tom Cruise ed Emily Blunt intitolato Edge of Tomorrow (sebbene in alcune versioni dell’home video il titolo originale sia stato poi ripristinato). Diciamolo chiaramente: è difficile dimenticare un titolo così memorabile e incisivo. Da amante di quella trasposizione hollywoodiana e convinto che sia uno dei migliori film di fantascienza del secolo finora, era quasi scontato che anche questa interpretazione anime potesse avere un effetto simile.
Invertendo i ruoli di genere rispetto al materiale originale (cosa che inevitabilmente fa arrabbiare alcuni puristi irrazionali e insicuri, che di solito sono uomini), questa versione è più incentrata su Rita (doppiata da Ai Mikami), una soldatessa di stanza accanto a Darol, che in pratica assomiglia a un gigantesco albero elettromagnetico di 25 chilometri apparso un giorno in modo misterioso. Oggi è l’anniversario di quel giorno, e ora sono emersi mostri di tipo vegetale che uccidono tutto ciò che incontrano. Tuttavia, ogni volta che Rita viene uccisa, si risveglia e ricomincia lo stesso giorno, in cui tutto dalla sua routine mattutina alla pausa in mensa si svolge identico, con ogni membro del cast di supporto che compie e pronuncia esattamente le stesse battute.
Così, Rita intraprende una prova per fuoco: studia, attacca, impara e muore più e più volte, equipaggiata solo con un esoscheletro e alcune armi da mischia attaccate. Nel frattempo, le creature mostrano anche una “molla” rossa al centro della pianta dove si incontrano le spore, che è sostanzialmente la logica dei videogiochi per un punto debole che funge da spugna per i danni. Ciò che è affascinante è che questa narrazione, indipendentemente dal medium, sta ricevendo un’ulteriore adattazione sullo sfondo dell’ascesa dei rogue-lite, un genere di videogiochi relativamente nuovo che privilegia la morte come parte della curva di apprendimento fino a quando non si acquisisce abbastanza abilità per superare l’intera prova in un unico tentativo.
E sebbene ci siano indizi di un percorso intriso di trauma che suggerisce che non è bloccata solo in un loop temporale ma nella vita stessa, è probabilmente un bene che questa versione non dia grande importanza alla narrazione, preferendo sfruttare a pieno il concept ad alto tasso d’azione con poche pause e il massimo del brivido, sostenuta da un’animazione splendida. Questo non vuol dire che Edge of Tomorrow ne fosse penalizzato, ma questa versione adotta un’identità diversa e distinta e la esegue con sicurezza.
Lungo il percorso, Rita fa la conoscenza di Keiji (doppiato da Natsuki Hanae), un giocatore introverso, impotente sul campo di battaglia, bloccato nella vita e intrappolato nello stesso loop temporale. Quando uno dei due muore, il giorno ricomincia. Sono costretti a collaborare per capire come porre fine al loop e cambiare se stessi in meglio. Sebbene questa versione di All You Need Is Kill sia povera di trama e di scommesse emotive, è snella e diretta, valorizzata da alcuni visual davvero psichedelici e colorati e da sequenze di battaglia mozzafiato.
Valutazione di Flickering Myth – Film: ★ ★ ★ / Movie: ★ ★ ★
Robert Kojder
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