Recensione del Sundance Film Festival 2026 – The Incomer

Recensione del Sundance Film Festival 2026 – The Incomer

      Il Nuovo Arrivato, 2026.

      Scritto e diretto da Louis Paxton.

      Con Domhnall Gleeson, Gayle Rankin, Grant O’Rourke, Emun Elliott, Michelle Gomez, John Hannah, Adam McNamara, Neil Bratchpiece, Paddy Kondracki, Annabella Forbes, Vanessa Donovan e Natasha Reid.

      SINOSSI:

      Su un'isola delle Orcadi, i fratelli Isla e Sandy cacciano uccelli e parlano con esseri mitici mentre respingono gli estranei. Le loro vite cambiano quando arriva Daniel, un impacciato funzionario incaricato di trasferirli.

      In The Incomer, scritto e diretto da Louis Paxton, i fratelli Isla (Gayle Rankin) e Sandy (Grant O’Rourke), entrambi colmi di personalità e dotati di un impeccabile tempismo comico, vivono da soli su un'isola delle Orcadi da circa 30 anni, istruiti dal padre (John Hannah) a non accettare mai la compagnia dei viaggiatori. Il motivo per cui sono gli ultimi rimasti affonda le radici in alcune leggende scozzesi tramandate dal padre, che descrivono anche la necessità di un sacrificio generazionale al mare vicino per permettere ai discendenti di vivere. Sembra una sciocchezza che diventa ancora più sospetta quando vediamo Isla conversare con un lurido "Fin Man" nel mare, interpretato anch'egli da John Hannah, che rinforza i pericoli del mare e della società sulla terraferma.

      Lo scopo di Isla è prendersi cura di sé e del fratello ottuso e dal pensiero letterale, con una narrazione che insiste sul fatto che la situazione è normale; sono i gabbiani dell'isola. Poco dopo aver introdotto gli spettatori a questo modo di vivere idiosincratico, che include l'occasionalmente travestirsi da gabbiani con tanto pagliaio e maschere in stile medievale, cacciare uccelli e Isla che intrattiene Sandy con racconti mitologici, arriva un estraneo: il funzionario per le espropriazioni terriere Daniel (Domhnall Gleeson), incaricato di portarli sulla terraferma. Scatenano così ogni sorta di marachella: i fratelli non sanno nulla del mondo esterno, figuriamoci degli ultimi 30 anni di progresso tecnologico, quindi reagiscono con violenza comica (Isla è più protettiva e esilarantemente fuori di testa nel farlo, regalando a Gayle Rankin una performance davvero esilarante). Daniel usa il suo cellulare a suo vantaggio, spacciandosi per un mago. Inizia anche a raccontare alcune esilaranti fanfiction sul Signore degli Anelli che si riferiscono al suo lavoro insoddisfacente e monotono, nel tentativo di conquistarli.

      Questi gruppi (Daniel avrà infine un rinforzo in un survivalista sopra le righe, tecnicamente sospeso per violenza nel suo ultimo impiego) si affrontano a vicenda, tipicamente in scene così dannatamente divertenti, con dialoghi irriverenti ed eccentrici, che si spererebbe quasi che il film non vada da nessuna parte. Ma non ne ha bisogno; è così costantemente divertente vedere questi due litigare e giocare sporchi tra di loro. Attraverso quell'umorismo e le scene isolate nella sede dell'ufficio di Daniel, emerge anche un contrappunto: forse il mondo esterno non è così meraviglioso come lo si dipinge, e questi fratelli pazzi, stranamente, stanno facendo qualcosa di giusto, restando sulla loro piccola isola lontano dalla società.

      Non è necessariamente un film politico o sul clima degli eventi attuali, quanto piuttosto su quanto possa prosciugare l'anima un lavoro d'ufficio dalle 9 alle 17 quando chi lo svolge è anche un introverso imbranato e recluso. Daniel dice ai fratelli che tutto andrà meglio sulla terraferma, ma dato il suo atteggiamento sconfitto e la realizzazione che il lavoro che ha accettato, pensando di aiutare la gente, non ha affatto migliorato la sua vita, si suggerisce che non farebbe molto per loro, nemmeno. Nel frattempo c'è un aspetto traumatico che coinvolge le menzogne con il Fin Man (un essere apparentemente visibile solo a Isla) che rappresenta alcuni lati oscuri del padre, e la paura di lasciare l'isola isolata e unirsi alla società. C'è un argomento convincente da entrambe le parti per cui il film in qualche modo riesce, nonostante sia anche una serie di battute a raffica che fanno ridere a crepapelle e gag visive.

      Questo si stratifica ulteriormente, poiché nonostante le loro differenze, questi tre personaggi cominciano ad apprezzarsi a vicenda. Nel caso dei fratelli, non avendo avuto incontri romantici o intimi per tutta la vita, questo suscita anche quel tipo di sentimenti, ma saggiamente senza ridurre quell'elemento a una battuta a buon mercato (soprattutto nel caso di Sandy, che sta scoprendo la propria omosessualità). Ci sono alcune riserve sul messaggio riguardo al modo in cui Louis Paxton conclude The Incomer. Questo quasi non importa, considerando quanto sia divertente tutto il resto e quanto un cuore pulsante giaccia al centro della storia. Accogliete Il Nuovo Arrivato a braccia aperte, è una farsa esilarante con emozioni meritamente guadagnate.

      Valutazione di Flickering Myth – Film: ★ ★ ★ / Movie: ★ ★ ★ ★

      Robert Kojder

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